Il capezzolo può essere definito “una papilla cutanea” che è presente in quasi tutti i mammiferi viventi: ha la forma di una cupoletta di colore diverso dalle zone circostanti e nonostante le similarità, quello femminile è particolarmente odiato dai social network.
Negli esseri umani si trova al centro dell’areola, nella maggior parte dei casi lo si nota facilmente perché sporgente, ma non sempre è così. Il capezzolo, come l’areola, è una struttura presente in ogni individuo umano, a prescindere dal sesso biologico, ma solo negli individui biologicamente femminili l’apparato mammario si sviluppa nel tempo per l’allattamento della prole. In ambito sessuale ed erotico, è riconosciuto come zona erogena del corpo umano e può essere soggetto ad inturgidimento, un fenomeno chiamato telotismo.

Telotismo è il termine medico utilizzato per indicare l’inturgidimento del capezzolo dovuto a cambi di temperatura, contatto o eccitazione sessuale. Rispetto ad un’erezione, l’inturgidimento avviene in modo diverso in quanto è dovuto a una tensione muscolare e non ad una congestione di origine vascolare, come nel caso dell’erezione sia del pene che della clitoride. I capezzoli, a riposo e non, possono assumere svariate forme che sono tutte belle e “normali”: piccoli, grandi, lisci, con la punta verso l’interno, con peluria, scuri o rosa.

Stimolare il seno del proprio partner potrebbe provocare un piacere inaspettato e potentissimo. Questo non vale solo per il genere femminile ma per ogni genere e conformazione del corpo dato che in ogni persona il capezzolo possiede numerose terminazioni nervose. 
Ricordate che i capezzoli cambiano la propria sensibilità anche in base ai livelli ormonali o ai periodi del mese. Le persone che possiedono un utero, nei periodi pre-mestruali potrebbero sentire fastidio molto più facilmente stimolando il capezzolo.

Oltre l’orgasmo dato dai genitali e l’orgasmo anale, esiste anche un diverso tipo di “climax”, che dipende fondamentalmente dalla stimolazione, differente in base alle preferenze dell’individuo, dei capezzoli chiamato anche orgasmo del capezzolo o in gergo “nipplegasm”, ovvero Orgasmo Capezzolare.
Il nipplegasm, affermano numerosi sessuologi, è una forma di orgasmo che viene vissuta da molte persone. Spesso è l’unico modo in cui riescono a raggiungere l’orgasmo i mielolesi, cioè le persone che hanno subito un danneggiamento al midollo spinale e che sono parzialmente paralizzate.
Il processo per raggiungerlo è simile a quello dell’orgasmo clitorideo, perché vengono attivate le aree del cervello deputate al piacere. Durante la stimolazione del capezzolo avviene il rilascio dell’ossitocina, l’ormone che ha come conseguenza l’afflusso di sangue ai genitali. Tutto ciò aiuta anche a rendere l’orgasmo genitale più forte, se fatto appunto in combinazione con la stimolazione del capezzolo.

Ovviamente l’effetto varia in base alla specificità individuale:

  • esistono persone con capezzoli poco sensibili, che necessitano di una stimolazione maggiore
  • esistono persone con capezzoli molto sensibili che avvertono immediatamente anche una stimolazione leggera e una troppo forte potrebbe arrecare fastidio
  • esistono persone che non provano alcun piacere dal capezzolo ma attenzione questo non dipende dal genere o dal sesso biologico ma da caratteristiche prettamente personali sia in base ai gusti erotici sia in base alla propria specifica anatomia in base alla posizione di recettori somatosensoriali e nocicettori per il dolore.

I capezzoli possono essere stimolati con le dita e i polpastrelli, ma anche con la lingua e con il respiro, sia caldo che freddo. Naturalmente si possono usare anche degli oggetti, come dei sextoys che sono dedicati proprio a questo tipo di stimolazione, magari che delicatamente risucchiano o fanno vibrare l’estremità del capezzolo, ma anche le piume o altri oggetti “solleticanti”. Soprattutto per chi ama le pratiche BDSM anche le pinzette o le mollette possono fare al caso proprio, ma naturalmente nessuno di questi oggetti può essere adatto a chiunque: ognuno ha le sue preferenze.
Anche la temperatura giusta può variare da persona a persona, per cui è fondamentale sperimentare per capire cosa ci piace. Solitamente bagnare i capezzoli ne aumenta la sensibilità, soprattutto ai movimenti d’aria.

Sicuramente tutto ciò che è commestibile può essere spalmato e leccato via dai capezzoli: quindi panna montata spray, il topping al cioccolato, il ghiaccio con cautela. Il miele è una sostanza molto particolare da usare sui capezzoli, che per la sua consistenza densa e appiccicosa, ma anche un po’ pungente, per essere leccato via necessita di essere succhiato più a lungo dal capezzolo. Anche l’uso di oli commestibili è indicato per fare un massaggio, come l’olio d’oliva o l’olio di cocco alimentare, più denso, insapore e anche con un buon profumo naturale. Ovviamente quando si decide di applicare sostanze commestibili è importante stare attenti alle allergie. Meglio chiedere prima e fare piccole prove insieme.

Per massaggiare con le dita si può usare un movimento circolare, si può ricorrere a carezze e così via: l’ideale è farsi guidare dal partner per capire cosa gli o le possa piacere. Meglio partire lentamente e poi vedere come va.
Per qualcuno, invece, i morsi possono essere molto eccitanti, mentre per altri potrebbero non essere adatti. Ricordate che questa è potenzialmente una pratica almeno fastidiosa, quindi non a tutti piace. Non stringete troppo: avvolgete con i denti la punta del capezzolo senza esagerare.

Il giocattolo sessuale per eccellenza dedicato al capezzolo è sicuramente la pinzetta o molletta o morsetto o clamp per capezzoli. Si tratta di una pinza specifica che viene applicata ai capezzoli di una persona di qualsiasi genere. Provoca dolore come un pizzico al capezzolo, causa una diminuzione del flusso sanguigno e la reintroduzione immediata del flusso sanguigno, una volta staccata. Le pinzette o i morsetti, specifici per il BDSM, sono tipicamente utilizzati in coppia e spesso collegati da una catena.
Se non stringono troppo, si possono usare anche mollette da bucato. Ricordate che sono in plastica o in legno e bisogna fare un po’ più attenzione a non far male il partner.
Dei pesi possono essere applicati alle pinzette per capezzoli per amplificare il dolore, aumentando la pressione e la potenza della forza di gravità.
Le mollette per i capezzoli in silicone, non troppo strette, pensate appunto per i neofiti, possono essere particolarmente divertenti per chi possiede una certa sensibilità erogena ai capezzoli. È importante distinguere le mollette regolabili rivestite in silicone, da quelle con le estremità “ad alligatore”, ovvero con dei dentini e senza rivestimento, che invece sono da evitare.
Le mollette sono un classico oggetto per sperimentare il dolore come strumento erotico, perché messe sul corpo creano un punto doloroso su cui concentrarsi, e quando le togliete il ritorno della circolazione porta a nuove emozioni. Possono essere usate ovunque ci sia pelle da prendere.
Esiste anche un particolare morsetto in acciaio, utilizzato soprattutto in Giappone, detto morsetto trifoglio o a farfalla che presenta una forma simile ad una foglia, spesso collegato al gemello con una catena, e le estremità che catturano il capezzolo presentano dei cuscinetti in materiale morbido in modo da non riportare danni al capezzolo. 

Le mollette possono essere lasciate fino a 20 minuti sul capezzolo o meno, ma questo ovviamente varia in base alla persona. I rischi potenziali vanno messi, però, sempre in conto, soprattutto quando vi è un piercing. Preferibilmente, è meglio evitare di strapazzarli troppo o tirarli perché rischia di creare infezioni, perdite di sangue o strappare la carne.
Ricordate di pulire e disinfettare sempre le mollette prima e dopo l’uso per evitare di intaccare l’equilibrio della pelle. La sicurezza prima di tutto.

Non sottovalutate l’importanza di questa zona erogena, soprattutto nei soggetti maschili, si pensa che non siano sensibili, mentre vi assicuro che la stimolazione degli stessi può aumentare il piacere ed è parte irrinunciabile dei preliminari.

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