DIAMO VALORE A OGNI BUNNY

 

Non credo negli stereotipi, ne di genere ne di fisico, sicuramente non credo al concetto di corpo ideale. Ogni persona ha delle caratteristiche uniche, nelle mie lezioni e tra le mie corde passano milioni di corpi e pelli diverse. Non ho mai avuto preferenze a livello fisico, perché personalmente ogni persona che si affida, mi lascia qualcosa di diverso, qualche caratteristica particolare che è unica è diversa dalla altre. Nessuna persona potrà mai essere l’unica della mia vita, ma sarà comunque unica, perché diversa da tutte le altre.

Ci tengo a precisare una cosa importante, il motivo dell’idea di questo pezzo: per me questo non è solo piacere, ma anche un lavoro. Non fraintendiamoci, sicuramente molti di voi mi invidieranno, ma dietro alle mie scelte spesso c’è un ragionamento fatto con la testa e non per seguire gli ormoni o il mio sesso, come molti di voi pensano.Quindi andiamo a parlare di cosa è un bunny e come possiamo catalogarli, cosi da capire molte cose su come approcciarsi a loro. I bunny possono essere divisi fondamentalmente in tre categorie, ognuna con caratteristiche diverse, capire a quale si appartiene, o in generale con quale ci si sente più affini è un buon modo per gestire la situazione e capire come comportarsi.
Ovviamente in questo discorso dovremo affrontare il concetto di differenze fisiche e di aspetto, lo scopo non è certo aumentare il discorso sulla discriminazione o peggio il body shaming, ma discutere razionalmente sugli aspetti diversi che un bunny può rappresentare.Inizio da alcune considerazioni necessarie, un bunny è una persona, non importa il suo genere, la sua identità sessuale o il suo orientamento. Uso la parola bunny nella sua accezione neutra per indicarli tutti. Nella maggioranza dei casi tra le corde vedete dei corpi femminili, ma è solo questione di statistica essendo in percentuale gli uomini che si fanno legare e fotografare meno delle controparti femminili.

Notare che ho scritto legare e fotografare, perchè questo è una delle cose che fa la differenza, sono meno gli uomini disposti a comparire in immagini e a farsi vedere pubblicamente dentro le corde. In parte questo nasce dalla timidezza, nell’altro dalla necessità di estetica nelle foto, chi pubblica una foto cerca anche di raccontare bellezza, di colpire l’occhio e il senso estetico.Da queste e altre considerazioni è nata l’idea di delineare tre tipologie di Bunny, per far capire le differenze e raccontare perchè una persona può o non può essere adatta per una legatura in una determinata occasione.

Le tipologie più comuni sono tre:

1.       Rope bunny
2.       Model bunny
3.       Bottom bunny

1.       La Rope Bunny è una persona a cui piace farsi legare, che vive le emozioni nelle corde, a modo suo: dolorose, sessuali, comiche o passionali. Non importa né il fisico ne l’età, solo il modo in cui vive le corde, la sua passione. Un Rope Bunny è identificabile chiunque ami lo shibari, quindi perfetta per vivere le emozioni sia in privato che in pubblico ad un peer rope, per una lezione in classe cosi come per fare pratica. Chiunque non abbia impedimenti fisici può esserlo, basta abbia chiarito i suoi limiti, conosca i concetti di sicurezza e dia il consenso informato al rigger.

2.       Una Model Bunny è una rope bunny dedicata a fare video, foto o spettacoli, qui il discorso aspetto fisico diventa prioritario, perchè lo scopo non è più il solo vivere l’emozioni assieme, ma creare un elemento estetico che possa essere fruito da un pubblico. Quindi diventa necessario anche pensare a questo elemento in maniera razionale. L’aspetto fisico di un Model Bunny diventa quindi legato alla tipologia di spettatori che abbiamo di fronte e a ciò che vogliamo produrre. Se uno spettacolo è pensato per un pubblico che ama le corde, di esperti o cultori in materia cercheremo un model bunny molto resistente per fare transizioni o elementi difficili. Se si cerca di esprimere l’emozione del Semenawa, “la corde di tortura o resistenza”, cercheremo chi sa vivere questa emozione volta a gestire il dolore e l’umiliazione. Di contro se invece è ci troviamo di fronte un progetto o un pubblico di non addetti ai lavori – vanilla o alle prime armi con il mondo BDSM – che vogliono solo vedere l’estetica, la scelta di un Model Bunny che esalti questo fattore è necessario. Se vogliono la Gnocca che Gnocca sia. In questo non c’è nessun giudizio sulla persona che fa corde, ognuno racconta una storia diversa e ha un aspetto diverso, le corde sono uno strumento estremamente versatile, molto più del nostro corpo. Per reggere uno show di 40 minuti di transizioni e farlo dando le emozioni al pubblico non basta la semplice volontà di farlo. Un Model Bunny potrebbe anche non trovare nessun piacere nelle corde in sé, ma solo nel vedersi legato e nell’immagine che ne consegue, oppure essere un modello o un attore che si presta semplicemente per fare un servizio o un video.

3.       La Bottom Bunny è un’ altra categoria dei Rope Bunny, quella che cerca nelle corde la sottomissione. La separo dal Rope Bunny perchè non tutte le persone che fanno corde sono anche dentro la cultura del BDSM o Sadomaso etico. Per molte persone le corde sono estetica, rilassamento, respirazione, il piacere di essere costretti e immobili, più simile allo yoga che al sadomaso. Per altri invece è lo scambio di potere quello che accende la fiamma del piacere, e questo identifica una sottocategoria in cui troviamo i rigger sadici e i bunny sottomessi, loro cercano l’emozione di cedere sotto le corde, di farsi fare. Il Bottom Bunny è chi cerca questo, l’emozione che c’è nel dolore/piacere e nel piegarsi alla volontà del Dom.Esistono tante altre categorie di queste tre esempi, ma lo scopo di questo articolo è parlare del fatto che non siamo tutti uguali, per fortuna, non tutti devono fare tutto, ma ognuno ha il diritto e anche il dovere di capire cosa vuole dallo shibari e ottenerlo.


Ci vuole consapevolezza oltre che desiderio, ci vuole la capacità di ascoltare i propri limiti in virtù di valorizzare i propri pregi unici.Nel rispetto anche delle possibilità fisiche, non possiamo pensare che un uomo di 130 chili possa fare le stesse identiche cose di una ragazza di 50. Ne che la forma atletica non influisca sulle capacità di stare nelle corde. Cosi come l’aspetto estetico per fare foto da pubblicare o video. Ognuno di noi è l’insieme delle sue caratteristiche, unico, sta a noi valorizzarci usando quello che abbiamo al meglio.Senza bisogno di fare oltre le nostre capacità per inseguire quello che fanno gli altri, un Bunny non vale meno se non può andare in sospensione o avere 1000 like su una foto, vale meno solo se si priva di emozioni positive per la ricerca di uniformarsi alle richieste della gente.Godetevi le emozioni delle corde, che siano a terra nella vostra camera o sul palco di un grande Show.
Durante la legatura siete sempre solo voi e il rigger, e al massimo il porco che guarda, per citare il mio compianto Maestro.

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